Le gomme da masticare senza zucchero sono diventate un’icona della modernità salutista. Quel pacchetto che finisce nella borsa o in tasca porta con sé la promessa di prenderci cura dei nostri denti mentre ci godiamo un momento di freschezza. Ma quei bollini rassicuranti che decorano la confezione raccontano davvero tutta la storia? La realtà è che dietro quelle etichette accattivanti si nasconde un mondo di ingredienti e formulazioni che merita di essere esplorato con maggiore attenzione.
Quando i bollini dicono meno di quanto dovrebbero
Le confezioni moderne sono vere opere d’arte del marketing visivo. Simboli colorati, dentini sorridenti, claim che promettono benessere: tutto è progettato per catturare l’attenzione in pochi secondi. Il problema non è tanto quello che questi bollini comunicano, quanto piuttosto quello che omettono deliberatamente. La scritta “senza zucchero” è tecnicamente corretta, ma profondamente incompleta. L’assenza di saccarosio non significa affatto che il prodotto sia privo di dolcificanti. Per mantenere il gusto dolce che i consumatori si aspettano, i produttori ricorrono a una serie di sostituti che raramente ricevono la stessa visibilità dei bollini promozionali.
Masticare gomme senza zucchero stimola la produzione di saliva, e questo è un fatto. La saliva aiuta a rimuovere residui di cibo e a neutralizzare gli acidi della placca. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha approvato claim specifici secondo cui la gomma senza zucchero contribuisce alla neutralizzazione degli acidi della placca dentale e al mantenimento della mineralizzazione dei denti, quando masticata per alcuni minuti dopo i pasti. Tuttavia, questa funzione benefica non cancella le criticità legate alla formulazione complessiva del prodotto.
I dolcificanti che sostituiscono lo zucchero
Quando lo zucchero tradizionale viene eliminato, al suo posto entrano aspartame, acesulfame K, sucralosio e polioli come sorbitolo, xilitolo e maltitolo. Questi composti sono decine o centinaia di volte più dolci del saccarosio: l’aspartame raggiunge circa 200 volte la dolcezza dello zucchero comune, il sucralosio addirittura 600 volte. Sono tutti approvati dalle autorità sanitarie con dosi giornaliere ammissibili ben definite, ma questo non significa che “senza zucchero” equivalga automaticamente a “salutare”.
Studi controllati hanno mostrato che alcuni dolcificanti non nutritivi possono modificare il microbiota intestinale e influenzare la risposta glicemica in soggetti sensibili. I risultati non sono univoci e dipendono da tipo di dolcificante, dose e caratteristiche individuali, ma suggeriscono che la questione è più complessa di quanto un semplice bollino possa far intendere.
I polioli e i loro effetti poco noti
I polioli meritano un’attenzione particolare. Presenti massicciamente nelle gomme senza zucchero, possono provocare gonfiore, crampi addominali ed effetto lassativo. Questi composti sono solo parzialmente assorbiti nell’intestino tenue e richiamano acqua nel lume intestinale. Per questo motivo, in Europa è obbligatoria l’indicazione “un consumo eccessivo può avere effetti lassativi” per i prodotti che contengono più del 10% di polioli. Ma quanti consumatori notano questa avvertenza nascosta tra le scritte minuscole sul retro della confezione?
Gli acidi nascosti dietro i sapori intensi
Molte gomme da masticare contengono acido citrico o malico per intensificare i sapori, specialmente nelle varietà alla frutta. Questi acidi, pur non essendo zuccheri, possono contribuire all’erosione dello smalto dentale se l’esposizione è frequente e prolungata. Il rischio aumenta in soggetti con altre abitudini erosive come il consumo di bevande acide o problemi di reflusso. Un dettaglio di cui i bollini rassicuranti sulla parte frontale della confezione non danno alcun conto.

Oltre ai dolcificanti e agli acidi, le gomme moderne contengono numerosi additivi funzionali: coloranti, emulsionanti, agenti di carica, aromi, antiossidanti. La lista può essere sorprendentemente lunga per un prodotto apparentemente semplice. Alcuni coloranti azoici come tartrazina, giallo tramonto FCF, azorubina e rosso allura AC sono stati associati a possibili effetti sull’attività e l’attenzione nei bambini. L’Unione Europea richiede per questi l’avvertenza “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”, ma queste informazioni raramente emergono dalla semplice osservazione dei bollini frontali.
Come diventare consumatori più consapevoli
La prima difesa contro il marketing selettivo è l’alfabetizzazione alimentare. Alcune strategie concrete possono aiutare a orientarsi meglio:
- Ignorare la parte frontale della confezione: i bollini sono strumenti di marketing, non sostituiscono la lettura completa dell’etichetta
- Leggere sempre l’elenco ingredienti: un elenco molto lungo con numerosi additivi segnala un prodotto altamente processato
- Verificare la posizione degli ingredienti: sono elencati in ordine decrescente di peso, quindi i primi sono quelli presenti in maggior quantitÃ
- Considerare la frequenza di consumo: un uso occasionale è diverso dal consumo abituale più volte al giorno, che aumenta l’esposizione cumulativa
Le domande da porsi prima dell’acquisto
Prima di mettere un prodotto nel carrello, provate a chiedervi: perché questa gomma ha bisogno di così tanti additivi? Quale funzione assolve realmente nella mia alimentazione? Esistono alternative più semplici? Le gomme da masticare rientrano nella categoria degli alimenti non essenziali, consumati per piacere o freschezza dell’alito, non per un contributo nutrizionale significativo.
La verità oltre i bollini
I simboli “senza zucchero” o “dental friendly” non sono necessariamente falsi, ma sono certamente parziali e strategicamente selettivi. Raccontano la parte della storia che i produttori vogliono enfatizzare, lasciando sullo sfondo la complessità della formulazione e degli effetti a lungo termine. Comprendere la differenza tra assenza di zucchero e genuina salubrità è fondamentale per fare scelte alimentari consapevoli.
La vera tutela dei consumatori passa attraverso una trasparenza informativa completa, non soltanto attraverso simboli rassicuranti che semplificano realtà complesse. Ogni volta che vedete un bollino accattivante su un prodotto alimentare, consideratelo per ciò che è: un elemento di comunicazione commerciale. La vera informazione richiede qualche minuto in più di attenzione all’etichetta, ma rappresenta uno strumento concreto per trasformarsi da consumatori passivi a cittadini alimentari consapevoli, capaci di scegliere con cognizione di causa cosa introdurre nel proprio corpo.
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