Quando vostro figlio ventenne trascorre sei ore consecutive davanti allo schermo del computer o tiene lo smartphone incollato alla mano durante la cena, la frustrazione che provate è più che legittima. Non si tratta più del bambino che dovevate proteggere, eppure la situazione vi fa sentire impotenti. La verità è che il confine tra infanzia e età adulta si è allungato, e con esso anche le dinamiche educative: i giovani adulti vivono spesso ancora in famiglia, ma pretendono autonomia decisionale. Questo crea un cortocircuito emotivo dove voi genitori oscillate tra il rispetto della loro libertà e la preoccupazione per comportamenti che appaiono autodistruttivi.
Cosa rende gli schermi così irresistibili per i giovani adulti
Prima di etichettare il comportamento di vostro figlio come pigrizia o mancanza di volontà, è fondamentale capire cosa succede davvero. Gli smartphone e i videogiochi sono progettati da team di psicologi e ingegneri proprio per creare dipendenza attraverso il rilascio controllato di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere e della ricompensa. Non è una battaglia a parità di condizioni: vostro figlio sta combattendo contro algoritmi miliardari studiati per catturare e trattenere l’attenzione.
I giovani adulti si trovano in una fase evolutiva particolarmente delicata. La corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi e della pianificazione a lungo termine, completa la sua maturazione solo intorno ai 25 anni secondo i dati consolidati della neurobiologia dello sviluppo. Questo spiega perché, pur essendo tecnicamente adulti, molti ventenni faticano a gestire autonomamente il rapporto con la tecnologia e a valutare pienamente le conseguenze delle loro scelte.
Il sintomo nasconde sempre qualcosa di più profondo
Raramente l’abuso di tecnologia è il problema primario: più spesso è un sintomo. Dietro quelle ore infinite davanti agli schermi si nascondono frequentemente ansia sociale, paura del fallimento, mancanza di direzione o depressione subclinica. Il mondo digitale offre un rifugio sicuro dove le aspettative sono gestibili, i successi sono immediati e il giudizio può essere evitato.
Diversi studi hanno evidenziato che i giovani adulti utilizzano la tecnologia come meccanismo di evitamento quando percepiscono il mondo reale come troppo esigente o minaccioso. Vostro figlio potrebbe non stare semplicemente perdendo tempo: potrebbe star proteggendo una fragilità che non sa ancora riconoscere o comunicare. E questo cambia completamente la prospettiva con cui dovete affrontare la situazione.
Dal controllo all’influenza: il grande salto necessario
Con un adolescente potevate ancora stabilire regole e confiscare dispositivi. Con un giovane adulto, questo approccio genera solo conflitto e allontanamento. La chiave è passare dal controllo all’influenza, dal comando alla negoziazione. Riconoscete apertamente che non potete più imporre decisioni, ma che la vostra esperienza e preoccupazione hanno valore. Questo cambio di prospettiva non è una resa, ma un adattamento strategico alla nuova fase della relazione.
Invece di iniziare conversazioni con accuse o statistiche allarmistiche, provate l’approccio della curiosità autentica. Chiedete a vostro figlio di mostrarvi cosa lo affascina tanto in quel videogioco o in quella serie. Interessatevi sinceramente, senza secondi fini. Questo abbassa le difese e crea un canale di comunicazione che potrete utilizzare successivamente per condividere le vostre preoccupazioni senza innescare reazioni difensive.

Creare alternative che competono davvero con gli schermi
Dire “spegni quel telefono e vieni a fare una passeggiata” raramente funziona. Il cervello non risponde bene alla sottrazione senza sostituzione. Invece, create opportunità che competano realmente con l’attrattiva digitale: un progetto condiviso che rispetti le passioni di vostro figlio, un corso che sviluppi competenze che lui desidera acquisire, occasioni sociali con persone che condividono i suoi interessi. La motivazione intrinseca batte sempre l’imposizione esterna.
Guardate criticamente anche le abitudini tecnologiche dell’intera famiglia. Se pretendete che vostro figlio limiti l’uso dello smartphone mentre voi lo controllate compulsivamente, il messaggio perde credibilità. Le ricerche mostrano che le modifiche ambientali sistemiche sono più efficaci degli appelli individuali alla forza di volontà. Create spazi fisici nella casa dedicati ad attività non digitali: un angolo lettura, una zona per hobby manuali, un tavolo per giochi da tavolo.
Quando serve l’aiuto di un professionista
Alcuni segnali indicano che la situazione ha superato la gestione familiare e richiede supporto specialistico. Se vostro figlio ha abbandonato completamente impegni lavorativi o formativi, se manifesta aggressività quando viene separato dai dispositivi, se presenta alterazioni significative del sonno e dell’alimentazione, o se l’isolamento sociale è totale da più di sei mesi, è tempo di consultare uno psicologo specializzato in dipendenze comportamentali.
Non consideratelo un fallimento genitoriale: così come chiamereste un medico per una polmonite, alcune situazioni richiedono competenze specialistiche. La dipendenza digitale è ormai riconosciuta come una problematica clinica seria che beneficia di intervento professionale strutturato.
La carta vincente dei nonni
I nonni possono giocare una carta che voi genitori non avete: l’assenza di conflitto di potere. Un giovane adulto in tensione con i genitori spesso si apre più facilmente con i nonni, che rappresentano affetto senza giudizio. I nonni possono proporre attività concrete che creano momenti di connessione reale senza la pesantezza delle aspettative genitoriali.
Riparare un mobile insieme, cucinare ricette tradizionali, digitalizzare vecchie fotografie di famiglia: sono tutte occasioni che costruiscono un ponte tra generazioni e offrono un’alternativa concreta al mondo digitale. La presenza dei nonni può diventare un elemento prezioso nella strategia familiare per riequilibrare il rapporto con la tecnologia.
Pazienza strategica e sguardo lungo
I cambiamenti comportamentali nei giovani adulti richiedono tempi lunghi e progressi non lineari. Aspettatevi passi avanti e indietro. Celebrate i piccoli miglioramenti senza drammatizzare le ricadute. Vostro figlio sta costruendo capacità di autoregolazione che userà per tutta la vita: è un investimento che richiede tempo per maturare.
La vostra costanza affettuosa, più di qualsiasi intervento singolo, farà la differenza nel lungo periodo. Mantenete aperto il dialogo, offrite supporto senza giudizio, e ricordate che il vostro ruolo è cambiato: non siete più i controllori, ma i consulenti di fiducia di un giovane adulto che sta ancora imparando a navigare le sfide del mondo contemporaneo. E questo ruolo, per quanto diverso da quello che avevate immaginato, resta fondamentale per il suo percorso di crescita.
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